lunedì 24 novembre 2014

COLORI D'AUTUNNO



 Il fascino romantico dell'autunno
avvolge le colline toscane.












Mentre l'olivo aspetta l'inverno
con solenne indifferenza,








il melograno e la vite,
prima di spogliarsi nudi,
regalano calde sfumature
di gialli, di rossi e di bruni.








Il verde acceso del corbezzolo
si macchia di rossi frutti gustosi.







Antiche pietre
messe su 'a secco'
sostengono i 'greppi'
che promettono
profumate lavande
per l'anno venturo,

e le vivaci bacche
della pyracanta
bucano il velo di nebbia.
E' la stagione delle mandorle,
del formaggio con le noci,
delle passeggiate per funghi,
d'un bicchiere di chianti 
ed un buon libro la sera
davanti al fuoco
della stufa a legna.

lunedì 22 settembre 2014

DOVE ALL’ULIVO SI ABBRACCIA LA VITE

Sulle colline toscane si avvicina l’ora della vendemmia e del vino novello.
Il vino non è solo una bevanda, un prodotto. In molti luoghi del mondo e fin dall’antichità è cultura e poesia, la vite è paesaggio e simbolo.
Colline dorate, baciate dal sole, che indugia caldo, generoso a granire acini sodi canta una poetessa senese contemporanea, Maria Teresa Santalucia Scibona.
Francesco Redi, poeta aretino del ‘600, nel suo Bacco in Toscana, diceva che il dio del vino fermato avea l’allegro soggiorno ai colli etruschi intorno e cantava del vitigno, sì benigno, che vermigliuzzo, brillantuzzo, fa superbo l’Aretino che lo alleva in Tregozzano e tra i sassi di Ciggiano.
Giovanni Pascoli, a fine ‘800, rifletteva: Dicesti il tempo è bello ma non dura, e vendemmiasti.
E Baudelaire: L’anima del vino cantava: so bene quanta pena, quanto sudore occorra sulla collina in fiamme, sotto il sole cocente.
Prima di lui Dante Alighieri: Guarda il calor del sole che si fa vino.
Anticamente Orazio esclamava: Nunc est bibendum! Ora bisogna bere! E Omero: Il vino pazzo spinge anche l’uomo saggio a intonare una canzone.
L’eco di quelle odi è giunto fino a noi attraverso
I 3 cipressi: viti e ulivi alla vecchia maniera
E' l'ora di vendemmiare 
Vigne e ulivi sulle colline di Muciafora
i secoli e mille sono le citazioni possibili:
C’è saggezza nel vino (Jack Kerouac); A Bacco, all’amicizia sacro i venturi giorni (Giuseppe Parini); Bevvi avidamente un’anfora di vino (Anacreonte – VI sec. a.C.); La felicità, come un vino pregiato, va assaporata sorso a sorso (Feuerbach); Grande è la fortuna di colui che possiede una buona bottiglia, un buon libro, un buon amico (Molière); Un buon vino è come un buon film: dura un istante e ti lascia in bocca un sapore di gloria (Federico Fellini); Amo sulla tavola, quando si conversa, la luce di una bottiglia di intelligente vino (Pablo Neruda); Il vino raggiunge la bocca e l’amore raggiunge gli occhi (W.B.Yeats); Ha tre grappoli la vite: bevi del primo il limpido piacere, bevi dell’altro l’oblio breve e mite, e più non bere (Pascoli)… e potremmo riempire pagine e pagine.
Sul vino, sull’uva si fonda la saggezza di molti proverbi toscani:
Il vecchio pianta la vigna, e il giovane la vendemmia.
Un canestro d’uva non fa vendemmia.
Ramo corto, vendemmia lunga.
La vigna pampinosa fa poca uva.
Gabriele d’Annunzio lodava l’uva matura di Muciafora corcata al solatio d’un suolo arsiccio.
Ed allora l’autunno che inizia è una bella stagione per passare qualche giorno su queste colline, tra le viti e in compagnia di un buon bicchiere.

Poi scivolammo tra valli fiorite, dove all’ulivo si abbraccia la vite (Fabrizio de André, La Buona Novella, Il sogno di Maria).

sabato 16 agosto 2014

AREZZO, UN SETTEMBRE INTENSO

Giostra del Saracino in Piazza Grande
I musici della Giostra
Sbandieratori
Piazza Grande in Arezzo
Secondo tradizione, nei primi giorni di settembre Arezzo si anima di manifestazioni. Il visitatore si troverà coinvolto in un'aria di festa, con vie e piazze piene di gente e mille spunti d'interesse. Ecco cosa ci aspetta.

Domenica 7 settembre si corre in Piazza Grande la GIOSTRA DEL SARACINO, con centinaia di figuranti in costume medievale, a piedi e a cavallo. Per l'intera settimana che precede la Giostra la città è imbandierata, i quartieri si animano a festa con cene ed eventi, e in piazza ci sono le prove. Si comincia domenica 31 agosto, di mattina, con l'estrazione delle carriere. Da decenni l'edizione moderna della Giostra, che riprende un'antica tradizione che risale al Medioevo, accende la passione degli Aretini e attira migliaia di visitatori.

Nello stesso fine settimana, da venerdì 5 a domenica 7 settembre, si tiene la più bella edizione dell'anno della FIERA ANTIQUARIA, la prima e la più ricca d'Italia. In questa occasione decine e decine di espositori propongono pezzi rari e curiosità, e si possono fare ottimi affari. Ma è suggestiva anche solo una passeggiata tra i banchi schierati sotto i grandi alberi del parco pubblico, al Prato, tra la Cattedrale e la Fortezza, nella parte alta della città, passando dai figuranti del Saracino ai soprammobili d'epoca mentre la vista si bea degli scorci panoramici.
La piazza con la Fiera Antiquaria


 
Fiera del Mestolo in piazza S. Agostino

Non si sarà ancora spento l'eco della Giostra che, il 9, il 10 e l'11 settembre si svolgerà la tradizionale FIERA DEL MESTOLO. 300 espositori, nella bella piazza Sant'Agostino e nelle vie intorno, offrono utensili in legno e articoli casalinghi, oggetti in vimini, prodotti agricoli e macchinari per l'agricoltura. Una fiera giunta fino a noi dal mondo contadino, quando gli attrezzi per la casa e i campi erano soprattutto in legno. Il tradizionale mestolo la fa da padrone e viene proposto in mille fogge e misure. Una fiera curiosa e divertente: un allegro bagno di folla.

Per vivere pienamente tutte queste manifestazioni, il visitatore potrà naturalmente far base nella quiete della casa vacanze i 3 cipressi, sulle colline a pochi chilometri dalla città.

Alcuni links:

mercoledì 13 agosto 2014

62° CONCORSO POLIFONICO

DAL 23 AL 31 AGOSTO 2014
AREZZO, BASILICA DI SAN DOMENICO
INGRESSO GRATUITO


Il Concorso Polifonico Internazionale Guido d'Arezzo è uno degli eventi più importanti che coinvolge la città e la provincia. E' giunto ormai alla 62° edizione e vi partecipano cori da tutto il mondo. La location è suggestiva: una delle più belle e antiche chiese di Arezzo.
Arezzo, Basilica di San Domenico
Polifonico, un coro orientale
Esibizione in San Domenico
sotto il Cristo del Cimabue

Subito la citazione dei due concerti più importanti: quello con Alessandro Brustenghi, noto come Frate Alessandro di Assisi, mercoledì 27 agosto alle 21 e quello degli Armonisti Anonimi venerdì 29 agosto a chiusura della serata.
Il Concorso, organizzato dalla Fondazione Guido d'Arezzo, vedrà quest'anno la partecipazione di 22 cori, di cui 16 per il Concorso Internazionale, provenienti da Croazia, Estonia, Francia, Indonesia, Polonia, Repubblica Ceca, Slovenia, Spagna, Ungheria, Ucraina e ovviamente Italia. Arezzo si pone al centro della polifonia mondiale.
L'edizione 2014 si aprirà inoltre con una mostra di spartiti di canti della prima guerra mondiale nel centenario di quel tragico conflitto, a cura di Carlo Pagliucci.
In realtà i concorsi sono diversi: nei sette giorni della manifestazione si terranno il 62° Concorso Polifonico Internazionale, il 31° Concorso Polifonico Nazionale, il 29° Festival Corale Internazionale di Canto Popolare, il 16° Concorso Internazionale di Composizione oltre al Masterclass per Direttori di Coro che aprirà i concerti domenica 24 agosto alle ore 15 con due straordinari maestri, Javier Busto e Bruno Boterf.
Il Concorso Polifonico Internazionale nacque nel 1952 grazie alla iniziativa dell'Associazione Amici della Musica di Arezzo. Nel 1983 venne istituita la Fondazione Guido d'Arezzo, nel cui seno, dal 2001, cominciò ad operare il Centro Studi Guidoniani riconosciuto nel 2006 come istituzione culturale dal Ministero per i Beni e Attività Culturali.

Naturalmente i 3 cipressi si propone ai cultori del canto polifonico come ottima base per partecipare a questo grande evento.

Per informazioni consultare il sito www.polifonico.org
Notizie e programma anche su www.arezzoturismo.it


domenica 27 luglio 2014

UNO DEI BORGHI PIU' BELLI D'ITALIA: POPPI

Lucia Cheli, illustrazione a china
per il romanzo "Ruga Mastra"
La sera dell’11 di giugno del 1289 un violento temporale interruppe il massacro: nella piana di Campaldino, sotto il castello di Poppi, una delle più cruente battaglie del medioevo si concluse con la vittoria della lega guelfa guidata da Firenze e la disfatta dell’armata ghibellina, il cui capo, il vescovo guerriero di Arezzo Guglielmino degli Ubertini, trovò la morte nello scontro.
Con lui morirono migliaia tra fanti e cavalieri, 1700 solo di parte aretina, nella furibonda zuffa d'un sol giorno, epilogo di decenni di scontri tra guelfi e ghibellini in Toscana.
La vittoria guelfa segnò il trionfo della ricca borghesia mercantile contro l'antica nobiltà feudale, l'inizio della fine per la secolare civiltà medioevale.
Alla battaglia partecipò anche, nelle file fiorentine, il giovane Dante Alighieri, che la ricorderà poi nella Divina Commedia.


Il castello di Poppi
Oggi al centro della piana una colonna ricorda l’evento e la silhouette del castello si staglia fiera nel cielo del Casentino, alta sulla vallata.
Il borgo di Poppi è classificato come uno dei “Borghi più belli d’Italia”.
La sua torre dei Diavoli ospita, secondo la leggenda, il fantasma della bella Telda, che dopo ogni notte d’amore gettava in fondo ad un pozzo i suoi giovani amanti.
All’estremità del borgo l’abbazia benedettina di San Fedele è uno splendido esempio di  stile romanico. Fu costruita nel XII secolo, quando i monaci vi si trasferirono dalla vicina Strumi, ricostruita nel sec. X su impianto del V-VI sec.
Dora Noies, 1916
Poppi e il suo castello
La storia di Poppi, del suo castello, dell’abbazia e di tutto l’alto Casentino fu legata per secoli a quella della potente famiglia dei conti Guidi, da Tegrimo II detto Bevisangue a Guido Guerra I, figlio adottivo della contessa Matilde di Canossa, fino a Guido Guerra III il Vecchio, che all’inizio del Duecento sposò la bella Gualdrada e divise tra i cinque figli gli immensi possedimenti della famiglia in tutto l’Appennino tosco-romagnolo.
Arcobaleno su Poppi
Al tempo della battaglia di Campaldino il conte Guido Novello, signore di Poppi, era anche podestà di Arezzo e capitano della riserva dell’esercito Ghibellino, ma si accordò con Firenze ed abbandonò la battaglia rifugiandosi nel suo castello. Il potere dei Guidi si esaurì nel Quattrocento, quando Poppi e l’alto Casentino passarono sotto il dominio diretto di Firenze.
La visita a Poppi trova il suo culmine nello splendido cortile interno del castello con l'intreccio dei suoi scaloni di pietra.


Da i 3 cipressi si raggiunge Poppi in circa mezzora, sulla strada di fondovalle che risale l’alto corso dell’Arno.

Le foto sono tratte dalle pagine Facebook:
- Quota, quando il passato torna sempre presente
- Le bellezze del Casentino e la sua Storia
- Casentino selvaggio. 

sabato 12 luglio 2014

LA CASA MUSEO DI IVAN BRUSCHI

La Casa Museo Ivan Bruschi è l'antica dimora dello storico antiquario aretino Ivan Bruschi, ideatore e animatore della Fiera Antiquaria di Arezzo, che quest'ultimo ha voluto lasciare in eredità a Banca Etruria, amministratrice della struttura tramite la Fondazione Ivan Bruschi.
Patrizia Borri, Antichi Studi
olio su tela 40x50
ripropone un angolo di Casa Bruschi
Situata nel cuore del centro storico di Arezzo, di fronte alla Pieve di Santa Maria, nel restaurato Palazzo del Capitano del Popolo risalente al XIII sec., Casa Bruschi è oggi un museo che si sviluppa su tutti e tre i piani dell’edificio terminando con una terrazza da cui si può godere un’incantevole vista.
Nell’aprile 2014, grazie al contributo di Banca Etruria, è stato ricostruito il confinante Palazzo della Fonte
Nuove sale sono adesso a disposizione del Museo.
La Casa Museo Ivan Bruschi è oggi uno spazio culturale che ospita mostre temporanee, percorsi e laboratori didattici, conferenze, spettacoli teatrali, concerti.
Dalla collaborazione tra la Fondazione Ivan Bruschi e la Galleria degli Uffizi è nata la mostra "Nelle stanze dei Granduchi. Dagli Uffizi ad Arezzo": opere scelte dalle collezioni medicee, inserita nella collana ‘La città degli Uffizi’ ideata dal Direttore della Galleria Antonio Natali e destinata ad animare l'estate culturale aretina. 
L'esposizione, inaugurata lo scorso 25 giugno, resterà aperta al pubblico fino a domenica 5 ottobre 2014. 
Casa Museo Ivan Bruschi - il logo del sito
Saranno trenta le opere esposte all’interno della Casa Museo, tutte di notevole importanza artistica e storica. Fra gli artisti si segnalano Paolo Veronese, Cristofano Allori, Pietro da Cortona, Salvator Rosa, Alessandro Magnasco, Sebastiano Ricci. I quadri selezionati per questa mostra fanno per lo più parte, infatti, del patrimonio della famiglia Medici, oggi distribuito nei principali musei di Firenze ma in origine conservato ed esposto quasi integralmente nella reggia di Palazzo Pitti, scrigno di capolavori che destava la meraviglia dei viaggiatori italiani e stranieri ammessi a corte.
La Casa Museo di Ivan Bruschi è un vero scrigno d'arte e di curiosità, un gioiello incastonato nel centro storico di Arezzo, che vi propone una visita non usuale, interessante e originale.
Un'altra meta da non mancare per scoprire una Toscana incredibile, a pochi minuti dalla casa vacanze I 3 CIPRESSI.


domenica 6 luglio 2014

ESTATE AI 3 CIPRESSI

Campagna toscana - olio su tela
Panorama estivo
Sulle nostre colline è ormai estate piena: il sole e il caldo la fanno da padroni. Alle mille tonalità di verde degli alberi e dei cespugli e all'argento degli ulivi fanno da sfondo i gialli dei campi e dei prati, come nel quadro della Patrizia Borri 'Campagna toscana', olio su tela 60x30.
Il terrazzo dei 3 cipressi
Stuzzicante barbecue
Muciafora, i 3 cipressi e le colline
Le piccole fioriture spontanee punteggiano la campagna di giallo e di blu.

Ai 3 cipressi sul melograno dai bei vermigli fior cominciano a farsi vedere i frutti.
Per chi ama prendere il sole il nostro terrazzo panoramico offre relax e la possibilità di colazioni all'aperto o cenette davanti a quieti tramonti, magari rosolando bistecche e salsicce sul barbecue.

In casa, la frescura è assicurata dai climatizzatori.
Nello studio, la piccola biblioteca invita a stuzzicanti letture, con testi in italiano, in inglese e in francese.

Per i mattinieri, la collina apre i suoi panorami a fresche passeggiate tra boschi e uliveti.
Da noi, insomma, visitando la Toscana potete anche vivere alla maniera toscana, quella vera, quella di campagna, ritrovando atmosfere di una volta senza rinunciare alle comodità di oggi.

E' il nostro modo di intendere la vacanza: via dalla pazza folla ma al centro della Storia, della natura e di mille interessanti visite e attività.